venerdì 20 luglio 2012

Il Trilemma, da Il Tempo


La situazione presente, mi sembra, ci offre un quadro abbastanza chiaro delle possibilità che ci stanno di fronte. Semplificando, forse eccessivamente, credo che possiamo avere solo due delle seguenti tre cose: il welfare tradizionale, l’euro e lo sviluppo economico. Vediamo.  Il primo caso è già sotto i nostri occhi: abbiamo l’euro e abbiamo il welfare tradizionale, i cui costi astronomici hanno fatto raggiungere alla spesa pubblica qualcosa come il 52% del prodotto interno lordo. Ma non abbiamo la crescita: il pil è in diminuzione, la disoccupazione ha superato il 10% (per la prima volta da molti anni), la disoccupazione giovanile (dato da prendere con le molle, come ora dirò) supera il 36%, c’è una moria generalizzate di piccole e medie imprese, artigiani e commercianti sono in gravi difficoltà e i consumi, anche di beni in genere restii a subire cali, sono in forte diminuzione (carburanti -20%, sigarette -10%).   Prima di passare alle altre possibilità, voglio chiarire perché la disoccupazione giovanile non mi commuove. La disoccupazione storicamente è stata sinonimo d’indigenza: nel 1929 essere disoccupati significava non avere alcun reddito, fare la fame. La disoccupazione giovanile attuale nulla ha a che vedere con l’indigenza, è anzi un indice di ricchezza. I nostri disoccupati in giovane età, infatti, non fanno la fame, non dormono sotto i ponti, non girano scalzi, ignudi e affamati; nella maggior parte dei casi vivono con i genitori, sono nutriti, alloggiati, ben vestiti e riccamente intrattenuti (Pc, Tv, telefono cellulare e simili amenità). Né sono senza lavoro perché non riescano a trovarlo, ma perché quello disponibile non è di loro gradimento: non si sognano nemmeno di raccogliere pomodori o ulive, non lavorerebbero mai come sguatteri nelle cucine di ristoranti o ospedali, non prendono nemmeno in considerazione la possibilità di lavorare prima per e poi con un artigiano. No, quelli sono tutti lavori molto di sotto ai loro meriti, offensivi per chi ha conseguito un diploma (a valore legale) in sociologia della menopausa o in psicopatologia della comunicazione. Allora, in conclusione: moltissimi disoccupati giovanili non sono per nulla disoccupati, sono inoccupabili parassiti della società, voglio un “posto” a vita in un ufficio pubblico, con connessa tredicesima e ferie pagate. Sarò un sadico, ma non mi commuovo per niente.  La seconda possibilità è di avere l’euro e la crescita economica, riformando il welfare in modo da ridurre la spesa pubblica a un livello inferiore al 40% del prodotto interno lordo. La sanità è il primo dei settori del nostro assistenzialismo che deve essere riformato per ragioni che sono sotto gli occhi di tutti. Il suo costo astronomico è costituito da quanto è contabilizzato come “spesa sanitaria” più quanto i privati spendono per ottenere ciò che il servizio sanitario non fornisce per nulla o non adeguatamente o tempestivamente. A queste somme va aggiunto l’ottanta per cento del costo delle regioni: governo e parlamento regionali, burocrazia regionale, consulenti regionali, aziende regionali in perdita e così via. L’ottanta per cento del bilancio delle regioni, infatti, è spesa sanitaria; le regioni esistono per i quattro quinti per la gestione di spesa sanitaria: i quattro quinti del loro costo, quindi, costituiscono spesa sanitaria. Chiamarla altrimenti non ne cambia la natura. A occhio e croce, quindi, direi che la sanità pubblica grava il bilancio dello Stato di non meno di 200 miliardi l’anno. Se anche solo la metà potesse essere risparmiata, grazie a una radicale riforma, i problemi del bilancio sarebbero risolti. Se a questo si aggiunge che il sistema trasferisce reddito dai meno abbienti ai ricchi e che gli episodi di malasanita' sono all'ordine del giorno, non possiamo non concludere che questo mostro non merita di essere difeso.  La terza possibilita', avere il welfare e lo sviluppo, ma non l'euro non e' cosi' semplice come sembra, perche' sia saliti su una barca senza avere un salvagente, ovvero ci siamo chiusi in una prigione e abbiamo gettato via la chiave. Non hanno pensato, i creatori dell'euro, al caso che l'euro non funzionasse. Non esiste un piano alternativo. Forse, bisogna tornare a Maastricht, rimediare alle sue insufficienze e garantire un funzionamento corretto alla unione monetaria.
   Antonio Martino, 18 luglio 2012 

53 commenti:

  1. Caro prof. Martino, ogni vota che mi azzardo a commentare un suo pezzo, mi risponde che sono troppo buono con Lei; per cortesia non lo faccia pure questa volta, perchè non ho il suo armamentario linguistico per dimostrarle che essendo fortemente interessato, alla buona politica, buono lo sono a 70 anni col primo intellettuale e politico buono che mi è capitato: il prof. A. Martino.
    Leggo giornali come un forsennato dal 1985, e da un anno anche sul web. E non ho mai trovato una sola analisi politico-economica, che alla fine della lettura mi abbia reso più chiaro ciò che prima mi era oscuro.
    Il suo blog caro professore è un autentico miracolo, è come se ti aprisse a distanza, senza sfiorarti, porte e finestre del cervello, per mettere ordine nella confusione mentale indotta dalla stampa, anzi dalla disinformazione italiana.
    Io nella mia ignoranza ritengo che le sue analisi economiche sono un capolavoro unico, perchè sono multidisciplinari. E qua mi corregga lei se sbaglio. Hanno un'altissima efficacia comunicativa, perchè sono una miscela perfettamente bilanciata e amalgamata di scienza filosofico-economica.
    Se non fossimo quel popolo di ignoranti che siamo, non dovremmo lasciarla sprecare il suo tempo da semplice onorevole, ma dovremmo pregarla di governarci da ministro dell'economia o meglio da Premier, se ci è rimasta ancora qualche speranza di salvarci.
    Se non le va il mio commento lo cancelli, ma non mi venga a dire che sono stato buono con lei: perchè essendo spietato con me stesso, (qualche direttore di giornale mi ha definito Muzio Scevola) non sono buono con nessuno che non lo meriti almeno mille volte di più.
    Cordialità franco luceri.

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    1. Classe 1942? La mia, annata formidabile per le persone (non so per i vini). La mia data di nascita: 22 dicembre e la sua? (A una donna non l'avrei mai chiesto, ma lei non si offenderà, almeno spero).

      am

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  2. A proposito della spesa sanitaria, e della spesa pubblica in genere: prima o poi qualcuno mi dovrà spiegare perché se vado in un qualsiasi buon albergo italiano(ovviamente escludendo la suite reale) per un giorno, mangiando a pranzo e cena, e dormendo in un letto confortevole con relativo cambio di lenzuola, dopo aver consumato una bella doccia calda e ristoratrice, con accappatoio incluso, il costo è decisamente più basso, in alcuni casi enormemente più basso, di un qualsiasi ricovero di un qualsiasi ospedale italiano, in cui per giunta, il letto è un optional, il mangiare dire che è frugale è dire troppo, e le condizioni igieniche il più delle volte sono disastrose.
    Mutatis mutandis, è la stessa cosa che mi è capitata quando ho dovuto far fare delle fotocopie in sede di tribunale: 10 euro a copia. Ma perché? Quale carta di diamante usano i tribunali? Quale magico inchiostro?
    Per quale mistero i costi nel servizio pubblico devono lievitare come il pane?

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  3. P.S. ovviamente le mie sono domande retoriche, molto retoriche...

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  4. Ma la domanda è sempre la stessa.
    A parte un articolo sul "tempo", c'è un modo di diffondere queste idee in modo ampio?
    Non è possibile l'organizzazione di un vasto movimento di opinione, riconosciuto con un nome chiaro, che si faccia portavoce, ogni giorno, di idee ed opinioni?
    O rimarremo sempre rari nantes in gurgite vasto, vox clamantis in deserto . . . etc. ?

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  5. Innanzitutto non c'è dubbio che la strada da scegliere sia quella dell'euro e della crescita.
    In secondo luogo, è altrettanto palese che la spesa pubblica deve diminuire rispetto al prodotto interno lordo, ma come?
    Non sono così sicuro che, per esempio, la sanità debba essere riformata, come stanno facendo da qualche tempo, attraverso il taglio dei servizi. Solo un paio di anni fa, per un'ecografia occorreva aspettare qualche giorno o addirittura qualche ora, per merito dell'esistenza di molti ambulatori convenzionati ed efficienti. Oggi, quegli ambulatori sono stati esclusi e l'ecografia (ma così anche tanti altri servizi) la si può fare dopo aver atteso alcuni mesi.
    Quindi il problema non si può affrontare in modo troppo generico. Il problema vero della sanità italiana è lo sperpero in STIPENDI immeritati e non guadagnati e della assoluta inefficacia ed inefficienza di procedure antiquate, processi non tecnologicamente avanzati e soprattutto personale ignorante, ridondante e fannullone, nonché arrogante a causa della convinzione di essere intoccabile.
    Questo stato di cose è riscontrabile ovunque, basta avere a che fare giusto un pochino con la pubblica amministrazione e con i pubblici servizi. Fino a sconfinare nel ridicolo: se ti spediscono un prodotto dalla Cina per posta registrata, tu puoi seguire la spedizione se abiti in Armenia, Cambogia, Turchia, Uruguay e praticamente in tutti i paesi civilizzati del mondo, ma non se hai a che fare con POSTE ITALIANE.
    Non voglio poi parlare della Giustizia, della Scuola o delle Forze dell'Ordine, perché andremmo troppo indietro nei secoli ...
    Insomma, la mancanza di produttività e quindi l'inefficacia ed inefficienza in Italia è cronica e purtroppo coperta da un'omertà generalizzata che ha le sue radici nel fatto che in quasi ogni famiglia c'è un dipendente pubblico che prende uno stipendio che dà da mangiare ad un certo numero di persone e che quindi "volere o volare" è uno dei cosiddetti "intoccabili", per i sindacati ma anche per chi lo circonda come i suoi familiari. Ed ecco anche perché ad ogni elezione tutti cercano di farsi i fatti loro o di difendere il loro personale "welfare".
    Potrei continuare ad elaborare quello che non va nel nostro beneamato paese, ma penso che il mio punto di vista, anche se non perfettamente aderente alla realtà, sia comunque abbastanza chiaro.
    E quindi vengo al punto, che non può che essere una proposta concreta. La guardia di finanza ha fatto un po' di lavoro in qualche località turistica e grande città un po' di tempo fa, peraltro con qualche risultato sul fronte dell'evasione fiscale.
    Domanda: ma non potrebbe istituire un nucleo di "mistery shopping" anche per i servizi come la sanità, la scuola, le poste, le ferrovie, gli uffici pubblici e le stesse forze dell'ordine?
    Voi direte: nessuno è così masochista da denunciare se stesso e poi c'è sempre la possibilità di farsi facilmente corrompere.
    Allora vengo al secondo punto: ma siamo tutti così cinicamente stronzi e menefreghisti in Italia oppure, tra i giovani viziati e senza voglia di lavorare si può ancora individuare, magari con qualche test psicologico, dei futuri eroi come Falcone e Borsellino?
    Ok, non volevo esagerare, in effetti volevo solo dire che le soluzioni ci sono, basta cambiare qualche regola, eliminare l'impossibilità di licenziamento per gli statali, penalizzare gli stipendi per improduttività e fare del mistery shopping serio, altrettanto serio quanto le indagini sulla mafia, per smascherare inefficienze cresciute in decenni di assunzioni clientelari, che prmai costituiscono un cancro nella nostra società che si può e si deve estirpare solo intervenendo chirurgicamente.

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  6. No great improvements in the lot of mankind are possible until a great change takes place in the fundamental constitution of their modes of thought.
    -- John Stuart Mill

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  7. Lo vede On Martino? Questi vogliono l'euro Il WELFARE e la crescita!! Non c'è niente da fare l'Italia è così, se io parlo a chiunque di smantellare il SSN, tutti mi guardano inorriditi, è come spiegare a un islamico che Maometto non è il profeta o a un Cristiano che Gesù non è il figlio di Dio o a un Buddista che la reincarnazione non esiste!!
    E dato che istituire una dittatura per rimanere nell'euro sarebbe più semplice che convincere i nord europei a rivedere il trattato di Maastricht, meglio uscire dall'euro punto e basta.
    L'euro è una prigione ha detto bene, è come essere condannati al carcere a vita, all'ergastolo. Parlando personalmente, se fossi un ergastolano e mi dicessero "puoi evadere da qui tagliandoti un braccio", io, invece che restare sano e recluso fino alla morte, piuttosto mi taglio un braccio e passo il resto della mia vita da uomo libero.

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  8. Sono pienamente d' accordo con Lei Prof. Martino ed anche con tutti gli intervenuti. Ho qulache dubbio sul punto di vista di Orkydea riguardo il SSN che secondo me va abolito e rivisto in chiave molto ridotta e a sostegno unicamentedi di casi particolari, selezionati e comunque mai in senso padrepaternalistico-gratuito-per-forza. Insomma hanno ragione il Professore Rizzitiello e Diego.
    Dal mio punto di vista forse il trilemma si compone di un dilemma il solito da secoli ormai, socialismo vs liberalismo, pianificazione e controllo statale per un ideale utopico di società con progressiva alienazione dalla realtà vs sviluppo della società naturale e della civiltà degli individui collegati alla realtà. Quindi, la mia scelta è €(PREVIA PURGATIO TERRIBILIS) e crescita.
    Mi piacerebbe poter collegare la frase di J.S.Mill agli interventi di Carlo Luceri e Guido Cacciari in modo da poter stimolare il più possibile una divulgazione ampia, aperta e schietta come si é potuto apprezzare anche durante la puntat di LineaNotte con G.C. Galan e G. Stracquadagno con G. Giubilei su Rai 3 qualche giorno fa, notevoel il contrasto utopia vs realtà nel confronto con il giornalista/scittore collettivo napoletano di Cui, al momento, non ricordo il nome e con Cui mi scuso .http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-b7eb4753-01ec-4414-a43a-da79c546bf09.html#p=. Un caro saluto.
    NO MARTINO NO PARTY!

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  9. P.S. forse la purgatio terribilis, utopica est.

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  10. Servizio Sanitario Nazionale così com'ė solo ed esclusivamente per i poveri veri (qualcuno ricorda l'elenco dei poveri che il Comuni tenevano?) e per gli altri ritorno alle casse Mutue di Categoria,enti di dimensioni abbastanza limitate da potere essere controllate dai propri iscritti e soprattutto motivate a fare gli interessi dei propri iscritti.avevamo un sistema sanitario,quello basato sulle Casse Mutue, equidistante dalla rapacità del pubblico e da quella delle assicurazioni,forse non era il migliore,di sicuro era il meno peggio!

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    1. La materia é molto delicata e molta é anche la facile retorica populista a cui si presta la questione. In ogni caso non mi impanco a dare ricette. All' ingrosso direi che, indigenti, inabili e patologie ad alto costo e soprattutto croniche, a parte, il resto potrebbe essere egregiamente coperto da assicurazioni ad hoc, ad esempio come in california sotto Schwarzenegger, dove, se non erro, le assicurazioni sanitarie hanno l' obbligo di limitare gli investimenti per non più del 15% del capitale ed il resto deve essere a disposizione per le prestazioni sanitarie.
      Inoltre il sistema attuale, a mio avviso, con questa facilità (= costo 0) dell' accesso al medico di base, genera storture nei cittadini e nella Nobile Professione, perchè lascia campo libero al versante della sintomatologia (che é soggettiva) ed ha svilito il ruolo del segno clinico, attraverso il marketing della paura e del nazisalutismo (fiction, talkshow, giormali e rubriche), abusando di principi come prevenzione, diritto alla salute, (che nessuno può garantire), generando il mito del check up fantascientifico, la richiesta di esami a profusione, il conflitto col medico sulla base delle suggestioni mediatiche e ancora della sintomatologia vero catalizzatore esposto ad ogni influsso. Molto altro rimane poi sul versante medico legale, sulla diffusione di medicine alternative, spesso farlocche dove però, creandosi una nicchia privata può riemergere quel antico rapporto di fiducia "banalmente" stipulato nel momento in cui uno paga e l' altro si assume la responsabilità di curare. Non sò, spero di avere reso l'idea di ciò che intendevo dire. Invoco qui, perciò, la convenzione di Ginevra e chiedo eventualmente asilo politico in Svizzera. Un saluto.

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  11. Professore, sono il solito estremista, ma non c'è nessun trilemma: bisogna riformare tutto! Sennò che rivoluzione sarebbe?

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  12. Grazie prof. Martino, di essersi risparmiato un "buono": ci contavo proprio sulle sua indulgenza.
    Il cattivo in questione è del 16/8/41, titolo di studio ragioniere a 26 anni per innata intolleranza alla cultura teorico scolastica, professione agente di commercio rovinato dal fisco, per un mancato recupero di IVA a credito. Sono sposato, ho due figlie, tre nipoti, e un assegno sociale IMPS per sbarcare il lunario.
    A disposizione, caro professore, se l'annata dovesse sembrarle buona. Se invece il 41 le sembra cattiva levo il disturbo.
    Cordialità f.l.

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  13. Va bene anche il 41, anni di ferro quelli!
    Buone ferie,

    am

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  14. Professore Martino, finalmente uno che dice cose sensate riguardo ai giovani. Ho avuto il privilegio di iniziare a lavorare a 15 anni come apprendista, e frequentare le scuole serali. I laureati e diplomati erano erano come le mosche bianche, pero’ i nostri genitori erano fieri se i figli imparavano un “mestiere” perche’ per loro braccianti e con poca educazione da rasentare il semianalfabetismo, conoscere il mestiere era un passo in avanti.
    Provenendo da una terra e da una famiglia di emigranti, emigrare e’ stata una scelta quasi logica.

    Adesso over 65, lavoro ancora a tempo pieno, pagando le dovute tasse. Tempo fa ho ricevuto un email da una giovane chiedendomi informazioni su come emigrare perche’ il lavoro era precario, risposi che all’estero non c’e’ il posto fisso nel privato come nel settore pubblico. Non ho piu’ sentito niente.
    I nostril giovani italiani si devono rendere conto che la laurea o il diploma sono inflazionati, devono competere globalmente dove la flessibilita’ e’ molto piu accentuata. Lungi dal fare dietrologia, ma non bisogna dimenticare quello che eravamo.

    Un’alta cosa che trovo carente nella societa’ italiana e’ il senso civico e senso dello stato, torna sempre attuale il discorso di Kennedy “ domandati cosa puoi fare per il tuo paese e non cosa il tuo paese puo’ fare per te”.
    Le famose battute, qua’ nessuno e’ fesso, me ne frego, fatta la legge scoperto l’inganno, indicano quanto ancora bisogna crescere come mentalita’ e come attitudine per diventare un paese efficiente ed evoluto.
    I grandi risultati sono la somma di piccole cose, i cinesi direbbero un viaggio di mille miglia si ottiene con un passo dopo l’altro.

    E poi credo che l’Italia deve risolvere la questione meridionale. Non e’ concepibile che il meridione sia economicamente depresso perche’ ostaggio della criminalita’ organizzata. Trovo che la magistratura ordinaria debba essere licenziata e dare l’autorita’ alla magistratura militare. Questo stato di cose perdura dal dopoguerra, e pensare che non ci sia la luce alla fine del tunnel deve far pensare. Sentire che una sparuta minoranza nuota nell’opulenza con patrimoni multimilionari frutto dell’illegalita’, fa venire i bollenti spiriti. Se il sud decolla economicamente si crea un circuito virtuoso e molti problemi si risolvono da soli.

    Io non ho fiducia in questa magistratura.

    The World Justice Project
    Italy is the weakest performer of the countries in the Western Europe and North America region measured by the Index, although there are significant variations across the three cities polled (Rome, Milan, and Naples). Out of 12 countries covered in the region, Italy ranks 12th in seven of the eight rules of law dimensions. Corruption within the judiciary and impunity of government officials - where the country ranks 27th and 35th, respectively - both constitute significant institutional weaknesses. Italy ranks last among high-income countries in the areas of open government, order and security, and access to civil justice. Lack of government accountability, delays in administrative and judicial.
    http://worldjusticeproject.org/sites/default/files/wjproli2011_0.pdf
    http://worldjusticeproject.org/wjp-publications

    Bisogna avere il coraggio di mettersi in discussione e riconoscere i propri limiti per potersi migliorare.

    Cordialmente,

    BG

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    1. Caro BG,
      le sue sono considerazioni ricche di buon senso. L'etica del lavoro è stata distrutta dallo statalismo: "state help kills self-help"! Quanto alla magistratura, è davvero osceno che ancora non si sia fatto nulla per ricondurla ai suoi doveri istituzionali.
      Cordialmente,

      am

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  15. Prof. Martino, grazie per le "buone ferie", ricambio.
    Se le sue ferie ha previsto di passarle in Puglia, mi mandi una mail a questo indirizzo franco.luceri@hotmail.it e sarò onorato e felicissimo di incontrarla.
    Cordialità f.l.

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    1. Caro Luceri,
      no, purtroppo non andrò in Puglia. Dal 1985 prendo in affitto un appartamento all'isola d'Elba. Grazie, comunque, per il suo invito.

      am

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  16. Mi scusi, onorevole, se le rivolgo una domanda secca: considera anche lei, come Draghi, irreversibile l'euro?
    Lei è l'unico veramente esperto in materia, mentre gli altri mi sembrano apprendisti stregoni.
    Più modestamente sono riandato alla storia d'Italia, a quando, dopo il 1861, abbandonato il progetto federale, ci imposero (a noi poveri sudisti) la camicia di forza dell'ordinamento piemontese che, in fatto di ottusità (me lo posso permettere per quello che hanno fatto nei territori conquistati) non avevano niente da invidiare ai tedeschi. Per il sud iniziò il calvario e l'emigrazione di massa, che ancora continua. La storia, contrariamente a quanto sosteneva René Descartes, non è materia per la serva di Cicerone. Ma va interpretata secondo criteri complessi, come ci ha insegnato G.B.Vico.

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    1. L'irreversibilità è il peggiore dei difetti del sistema. I fondatori non hanno nemmeno preso in considerazione la possibilità che non funzionasse: luciferina presunzione! Come sosteneva Friedman: "Hanno buttato la chiave".
      Cordialmente,

      am

      P.S. Sono nato più vicino a Tunisi che a Roma, ma del Risorgimento ho una visione fortemente positiva, con tutti i chiarimenti del caso.

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    2. nulla e' irreversibile. siamo ancora in tempo a cambiare rotta prima del tempo in cui non si riuscira' a recuperare un briciolo di sovranita'. in questi tempi mi son chiesto come si fa a cedere la sovranita' senza cambiare di fatto la struttura della nostra Carta Costituzionale. i trattati internazionali sono una cosa ma quanto prescrive la Costituzione e' altro ! o mi sbaglio?

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  17. Sono un irriducibile mazziniano; immagini quale possa essere il mio giudizio sul Risorgimento. La camicia di forza piemontese resta un fatto.

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  18. Onorevole Martino,
    ora che la Sicilia è sotto l'occhio del ciclone, prenda la palla al balzo, e sfidi Monti a nominarla commissario straordinario.

    Non era il suo sogno governarla?

    Lanci la sfida pubblicamente, alle sue condizioni, annunciandone già i risultati.

    Paura?
    E di che?
    Suvvia, li sfidi tutti, quel governo di pavidi cialtroni!

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    1. Sottocrivo appieno il commento del Sig. Cacciari.
      Martino Sicily's President!

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  19. All'Organizzazione Mondiale del Commercio talvolta il soggetto decisore e' l'Italia, altre volte le European Communities, altre volte le European Communities and some member States, altre volte ancora le European Communities nd its member States.Poi: all'euro aderiscono alcuni Stati.All'Ue aderiscono 27 Stati ma con esclusione di alcuni loro territori (es.Groenlandia).La Bce rappresenta, ma in modo anomalo rispetto alle Banche centrali nazionali, gli Stati euro ma non i 27 Stati Ue. La Commissione Ue se rappresenta i 27 non puo', per definizionr, rappresentare gruppi piu' ristretti. Anziche' pensare a salvarci ci lasciamo morire considerando irreversibili gli astrusi giochini europeisti.Il mercato globale conosce e rispetta un unico soggetto: la Nazione.Se si vuole salvare l'Italia occorre prendere atto che il gioco globale non lo disciplina Altiero Spinelli ma i liberi fatti del mercato globale.L'Ue e derivati e' ormai un insostenibile pastrocchio: perche' ci spaventa tanto giocare la partita al pari delle altre Nazioni del pianeta? Quello che il bruco chiama fine del mondo il resto del mondo chiama farfalla!

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  20. Diceva, giustamente, Einaudi che non esistono i disoccupati "intellettuali", ma i disoccupati e basta.

    Chi viene defraudato dalla societa', un professore universitario che va al lavoro su una moto del 2001 e usa un BB danneggiato, o i suoi studenti regolarmente fuori corso che si muovono su moto fiammanti e giochicchiano con l'Iphone durante la lezione?

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  21. E' vero che non esiste un piano comunitario per il ritorno alle valute nazionali.

    E' vero anche che non esiste un piano comunitario per rendere ogni stato autonomo (ma neanche regolato) nel ricorso al credito o all'emissione di valuta.

    E' però vero che, in ognuno dei due casi, ogni stato nazionale se lo può fare da solo, il piano.

    E non deve necessariamente passare per delle svalutazioni della valuta nuova. Ne ho già indicati un paio di piani, negli scorsi interventi, che non sembravano poi così campati in aria.

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  22. Ora rasentiamo il ridicolo copio testuale da "il Giornale di oggi 26.7.12": "L'ultima degli statalisti: l'Italia è troppo liberista
    Appello di Guido Rossi e altri: l'informazione (e non solo) sarebbe dominata dal pensiero unico anti-keynesiano. Strano, nel Paese del debito pubblico record" ----http://www.ilgiornale.it/news/cultura/lultima-degli-statalisti-litalia-troppo-liberista-825549.html
    Cordialmente,
    Mad Max

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    1. Ottima segnalazione. Non conoscevo questo Lottieri

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  23. Già ottima! Grazie Max, ho letto l' articolo, molto bello, volevo selezionare alcuni passaggi, " la rivincita della realtà" e "il trionfo della retorica del welfare,della redistribuzione e del salutismo ecc." appunto il confronto ideologismo socialista e realtà delle cose che solo il pensiero liberale raccoglie, ma l' articolo é una sintesi perfetta secondo me ed andrebbe letto tutto e basta. Bravò Lottieri!.
    Buone vacanze Professor Martino e buone vacanze a tutti!
    P.S.(voi...)

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    1. Caro medico di provincia,

      Ringrazio lei e tutti gli intervenuti. Sono in vacanza e mi auguro di non dovere tornare a Roma per ragioni parlamentari. Del manifesto gianninista e dei suoi variegati firmatari mi occupero' a settembre, se ne varra' la pena. Oggi preferisco occuparmi di cose piacevoli ma non ridicole.

      Buone vacanze anche a lei e agli altri amici di questo blog,

      am

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  24. Berlusconi minaccia di tornare in campo, incurante dei riflessi negativi di tale decisione per l'area liberale .
    Mi permetto allora di segnalare, come ancora di salvataggio, l'iniziativa di Oscar Giannino, De Nicola, Brusco, Zingales, Boldrin e Stagnaro "Fermare il declino" (fermareildeclino.it). Tra parentesi, all'iniziativa ha aderito anche Carlo Lottieri di cui ai post che precedono. Mi auguro che diventi partito, per ricominciare a sperare.

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  25. Da mesi vado ripetendo contro corrente e oggi più che mai ne vado fiero che, considero l’iniziativa di Giannino, poco credibile e molto ambigua.
    1)Tra i firmatari del “manifesto”(che brutta parola)c’è molta sinistra e molti desaparecidos finiani, quelli tanto per intenderci che fino all’anno scorso idolatravano Fini come il loro cavaliere bianco del liberismo, ma, soprattutto molti liberal e radicali.
    2)Ho letto il programma e sinceramente fa pena, poco liberale e molto timido; ossequioso forse per rispetto di chi si cela dietro questa iniziativa.
    3)Sarò irriverente ma, Giannino che apprezzo per quel che dice e zero per quel che fa, mi ricorda il Mago Otelma.
    Esempio: il Prof. Martino venne a Venezia per un evento che organizzammo contro l’IMU, a proprie spese e per solidarizzare e dare risalto ad un’iniziativa liberale. Giannino al contrario non si sposta da casa se non solo dietro lauto compenso. Per carità, ognuno è libero di spendersi come vuole ma, se vuoi fare una rivoluzione o sedizione liberale non chiedi soldi, lo fai e basta; sarebbe come se chi per una giusta causa fa del volantinaggio davanti alle fabbriche e poi ti chiede di pagarlo un tot a volantino o a “manifesto”.
    Sfogliando poi la lista dei firmatari si capisce perché questa, a mio parere sarà un’iniziativa destinata a fallire; mi dispiace solo per il bravo Carlo Lottieri che conosco bene e per i tre bravi e onesti esponenti del Tea Party Italia che conosco anch’essi molto bene e che presumo abbiano firmato solo per partigianeria e solidarietà ad un’iniziativa liberale. Tolti loro, si passa dalla famiglia Bottaccin delle cooperative sociali (PD) a Boldrin(sic!), dall’IBL di Rossi in versione PD a Della Vedova e Falasca, ex fedeli scudieri di Fini e cosi via via fino a Enrico Montesano… e il che la dice lunga.
    Personalmente credo che dietro l’operazione Giannino che in altra situazione politica chiara e lineare ogni persona e liberale di buon senso firmerebbe a occhi chiusi, dicevo, temo si celi il tentativo da parte di qualcuno di svuotare il centro destra per dirottarlo nelle braccia funeste del PD; la stessa attenzione e pubblicità che gli sta dando la stampa e televisione ne è una conferma, lo stile è lo stesso, costruire un cavallo di Troia per distruggere il cdx, Fini docet.

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  26. Sono di avviso diverso rispetto a Saragozza. Intanto considero il liberalismo non di destra e neppure di sinistra. Il liberalismo è un valore in sè e chi se ne appropria fa bingo in un paese imbrigliato con solidi lacci statalisti, molti di natura criptosocialista. Per quanto riguarda i finiani(penso allo stentoreo della Vedova ad esempio), ritengo che i firmatari con quella provenienza abbiano visto nell'iniziativa di Giannino & C. una comoda via di fuga per allontanarsi dal "vuoto" di Fini, quello si uno zombi (una nullità incartata, come lo definì Craxi).
    Lascerei perdere il fatto che Giannino si faccia pagare per muoversi; il rapporto con il denaro è qualcosa di molto personale e poco indicativo. E poi Giannino deve mantenere la sua eccentricità e credo che ciò costi (scherzo, ovviamente).
    Tutto molto, molto meglio di vedere il ritorno in pista di Berlusconi, Verdini (basta vivere in Toscana per avere un'idea del personaggio), dell'Utri (non per le vicende giudiziarie; l'ultima - la trattativa - fa ridere) ed altri. No, costoro non hanno niente di liberale. Salverei solo Berlusconi prima maniera grazie soprattutto alle "lezioni private" del prof. Martino che tanto si è speso per mettere in piedi la baracca iniziale su basi liberali, regolarmente tradite.
    Non credo nel "cavallo di Troia", operazione alla quale si sarebbe prestato Giannino. Sono convinto che bisogna cominciare a muoversi per essere presenti con proposte liberali alle prossime elezioni. Nessuno crede più in Berlusconi in versione 1994; gli ultimi due anni sono stati devastanti per la sua credibilità di imprenditore prestato alla politica.

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    1. Giulio, purtroppo siamo in Italia, è l’Italia dei Guelfi e Ghibellini, degli Orazi e Curiazi e quindi della Destra e della Sinistra. Siamo il paese dove anche personaggi come D’Alema poco tempo fa si spacciavano per liberali, sdoganandosi impunemente e giocando sul fatto che dx e sx erano , come dire, da considerarsi dei limes cancellati dal crollo del muro di Berlino. Pertanto, il mio continuo e forse noioso :-)sottolineare dx e sx serve a questo, a stanare quelli che parlano liberale ma, si comportano da socialisti : non a caso dentro il “manifesto” di Giannino non dico che sono in buona compagnia ma, sicuramente l’ottanta per cento è cosi: parla liberale ma si comporta da socialista.
      Diciamo poi che, nei 10 punti programmatici (in queste cose anche i numeri hanno la loro importanza) , dieci come i dieci comandamenti e le dieci domande de La Repubblica(guarda caso) non ci trovo nulla di dirompente e rivoluzionario ma, molto politically correct, quello stile Frattocchie, tanto per intenderci.
      Diciamo inoltre che si è avuto paura di sottoscrivere e affrontare temi in maniera chiara e precisa senza usare il politichese e non mi riferisco solo a temi di politica monetaria e internazionale ma a quelli relativi ai tagli sulla Pubblica Amministrazione, dalla sanità alla giustizia ; dire le cose in maniera chiara senza limitarsi a elencare timidi obiettivi come quello sulla lotta all’oppressione fiscale e alla riduzione del debito pubblico: queste cose, messe cosi, le dice anche la Bindi.
      E poi con chi vorrebbero farle queste cose? Con la Marcegaglia (si scrive cosi ma si legge Camusso)?, con Montezemolo? Con Fini? Con Bersani e Casini o con Monti? La mia sensazione è che in questo manifesto (ma era proprio necessario chiamarlo cosi?), di liberale, inclusa la maggior parte dei firmatari ci sia ben poco ma, che al contrario ci sia invece il solito polpettone-manifesto cucinato all’interno di alcune redazioni giornalistiche, quelle che si divertono a smontare e creare governi parlando a nome di un’Italia che non hanno mai capito ma, solo condizionato e che è molto diversa dall’Italia delle loro redazioni .
      Io, come dire, aspetto un’altra corsa, un altro treno più serio e credibile , magari meno mediatico ma, sicuramente più Liberale.
      Tra Adam ci capiamo.

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    2. Caro Saragozza, io non sono sicuro di essere "Adam", anche se ogni tanto mi diletto a scrivere qualcosa qui sul blog del Prof Martino, ma il suo finale non mi è chiaro e mi piacerebbe saperne di più sul questo "treno più serio e credibile" di cui parla.
      Anch'io non sono molto convinto del "Manifesto" di Giannino e company, sopratutto, come ha detto lei, per la "company" che sembra provenire all'area finiana, montezemoliana e non solo....
      Tra l'altro non si capisce chi dovrebbe essere il leader della formazione, perchè io Giannino, così agghindato e pettinato, francamente e con tutta la buona volontà, non ce lo vedo ad andare alle riunioni con la Merkel e Hollande, altrimenti ho paura che i sorrisetti di scherno e sotto i baffi saranno ancora una volta la regola.
      Insomma, per parlarci chiaro, se da parte del Prof Martino c'è intenzione di prendere l'iniziativa per la creazione di un'area, un gruppo, un movimento, magari un partito, di area fortemente liberale e liberista, ritengo che sia tempo di uscire allo scoperto. Oggi, coi i vecchi partiti in fase di rimescolamento lo spazio ci sarebbe, ma se si attende ancora dei mesi credo che poi sarà troppo tardi e i giochi saranno fatti.
      Ci illumini, se può, per favore.
      Cordialmente.

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  27. Effettivamente sentire O. Giannino dire ciò che dice e vedere certi apparentamenti mette qualche dubbio in testa. Riguardo all' abbigliamento ho notato un O.G. inedito, per me almeno, alla trasmissione "quinto potere", era quasi in tinta unita, scarpe viola a parte, sui toni del verde, anche i modi nelle ultime apparizioni alle varie trasmissioni televisive mi paiono alquanto rilassati, quasi passivi. Insomma di nuovo un scarto, diciamo tra "la versione di Oscar" e una nuova versione di Oscar? Preparativi? Timore di apparire davvero un pò esagitato e/o divenire una sorta di icona un pò buffa? Equilibrismi appunto preparatori? Non credo, però...Mmah, francamente, mmah... Sarebbe proprio un peccato "perdercelo".
    Anch' io mi vedo costretto a chiedere lumi, e comunque per il momento rimango accanto al Claudio Saragozza ad aspettare lo stesso convoglio. Ma quanto ci mette :-) NO MARTINO NO PARTY!

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  29. Ho letto i 10 punti. Mi semebrano condivisibili. Ma mantengono lo Status Quo. Propongono gli ennesimi tentativi di manutenzione del sistema, anziché la sua sostituzione. Tra l'altro, sono tutte musiche che ci vengono ripetute da svariati decenni. "Repetita juvant?" ma allora "tantus labor non sit cassus".

    Per me, tutto parte e finisce con la Costituzione. Col giusnaturalismo (diritti inalienabili) e la giurisprudenza, contro il diritto positivo e la sua burocrazia ed ingiustizia. E' quindi necessario un grande movimento culturale, prima che politico, finalizzato ad importanti modifiche costutuzionali.

    Il sistema non si suiciderà mai da solo? Forse no, ma l'utilizzo delle regioni a statuto speciale potrebbe essere la giusta via. L'approccio omeopatico, o del vaccino, per l'ammalato grave.

    Comunque, è fondamentale preparare il terreno culturale per il momento in cui agli statali verrà detto che a fine mese non riceveranno lo stipendio.

    O saremo pronti a cavalcare l'onda, o quel Mercoledì non saranno Matt, Jack e Leroy a divertirsi.

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  30. Caro Guido,
    Come (quasi) sempre, non posso non essere d'accordo con te.
    Attento pero' a che onda pensi di trovarti a cavalcare.
    Perche' se il motivo del mancato "stipendiamento" degli statali, dovesse essere il default... con ogni probabilita' ti troveresti il c/c vaporizzato.

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  31. Se aspetti la formazione che risponda appieno all'idea che ti sei fatto di liberalismo, credo che aspetterai all'infinito. Troverai sempre qualcuno che fa fatica ad allontanarsi da ricette stataliste o keynesiane.
    Anch'io ho letto con scetticismo le proposte 2 e 3, perchè troppo timide (ridurre la spesa di 6 punti in 5 anni; ridurre la spesa di 5 punti in 5 anni). Ma il liberalismo è per l'evoluzionismo in ogni senso (più che per il giusnaturalismo come ho letto in un post) e le proposte di Giannino & C sono indubbiamente l'offerta migliore al momento. Ci sarebbe da dire anche sul punto 7 (far funzionare la giustizia) dove non si affronta il tema centrale, il bubbone da estirpare: l'obbligatorietà dell'azione penale, la vera arma nelle mani dei magistrati politicamente orientati.

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    1. L'unico modo in cui qualche statalista o keynesiano può riuscire ad irritarmi, è definendosio liberale.
      Ecco perché ritengo più che necessario un coordinamento delle varie correnti per una proposta unitaria e chiara.

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    2. Il "manifesto" c'è già. Si chiama "il liberalismo", e l'ha scritto Hayek 40 anni fa.

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  32. http://www.chicago-blog.it/2012/07/31/caro-milton-cento-di-questi-giorni/#more-12943

    Strano che non fosse presente l'onorevole Martino.

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  33. Sempre su Chicago Blog di Giannino, un altro bell'articolo su Friedman a firma di Luciano Capone.
    http://www.chicago-blog.it/2012/07/31/buon-compleanno-milton/#more-12931
    Alcune riflessioni meritano di essere sottolineate.
    ""È strano notare come la sinistra ancora oggi, abbandonata la lotta di classe, sia schierata dalla parte di Lord Keynes e veda Friedman come il nemico assoluto. Milton Friedman non è stato solo un grande economista ma pure un intellettuale pubblico che per decenni ha diffuso le idee del libero mercato attraverso giornali, libri e televisione, contribuendo a rendere più comprensibili a milioni di persone le idee di libertà. Sarebbe stupido e riduttivo definirlo un conservatore. A fianco alle proposte comunemente definite di “destra” come la flat tax, il “buono scuola” per introdurre la concorrenza nell’educazione, la lotta al monopolio dei sindacati, all’assistenzialismo e alla spesa pubblica, Friedman lanciò molte idee considerate di “sinistra” come l’opposizione ai sussidi e ai privilegi alla grande industria, la legalizzazione delle droghe o l’abolizione della coscrizione obbligatoria."""

    E poi le riflessioni sulla libertà (un fiore raro e delicato che va difeso ad ogni costo) e sui professori universitari al potere (vogliono libertà assoluta per se stessi, ma non per tutti gli altri). Un'esperienza che stiamo sperimentando sulla nostra pelle, con l'insopportabile dittatura fiscale e le angherie di Equitalia.
    Prendendo spunto dalle parole di Milton Friedman sui professori universitari, e continuando sull'argomento, forse ha ragione Giulio Sapelli (per carità, keynesiano di ferro!!) sulla compagine governativa e su Monti in particolare. Modeste figure, secondo Sapelli, autoproclamatesi economisti senza avere mai scritto un libro, o condotto una ricerca degna di questo nome, che sembrano avere un preciso compito: abbattere quel che rimane dell'industria manifatturiera italiana. Pare che ci stiano riuscendo. E alla grande.

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    1. Caro Giulio di Siena,
      Friedman ha sempre sostenuto di essere liberale, non conservatore, e che i liberals si erano appropriati di una etichetta cui non avevano diritto,

      am

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  34. Salve,
    se a qualcuno interessa, si puo' leggere questo pezzo in inglese sul mio blog.
    Grazie.
    L. Pavese

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  35. Salve, vi porto un attimo fuori tema, a proposito di angherie del sistema di riscossione, un interessante articolo a titolo:
    Cagliari, una class action contro Equitalia: Diffidata la società di riscossione tributi

    link relativo http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/283084

    Grazie
    S.

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  36. Molto in ritardo, onorevole Martino, approvo tutto ciò che dice, compresa la sua brutalità e pur condividendo quanto dice sulla disoccupazione giovanile (presunta, e del resto misurata su una quota di attivi molto motlo ridotta), sottolineo il discorso della sanità. Siamo al paradosso per cui pur di garantire il feticcio di una sanità "universale" non la si fa pagare neanche ai ricchi e a chi può. Mia madre è mancata di tumore al polmone, per 18 mesi la regione Lombardia le ha erogato inutili 480€ mensili, che non richiedono limiti di reddito, inoltre ogni medicamento e trattamento, anche un'aspirina, era gratuita, nonostante considerando il reddito familiare tra i miei genitori e mio non fossimo assolutamente indigenti, tutt'altro. Uno spreco di denaro meglio spendibile in ricerca o in ogni altro modo.

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  37. Salve On.Martino,
    mancano le sue impressioni con due post a parte:
    1) sulle lezioni americane e prospettive e cosa ne pensa
    2) le primarie del pdl e perche non si e' presentato come candidato premier?
    3) un bel post sulla money modern theory e le su erilevazioni positive negative
    4) torniamo a FI o no?
    grazie e cordiali saluti,

    mad Max

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