mercoledì 19 ottobre 2011

Intervento alla Camera 19 ottobre 2011

PRESIDENTE. Alleanza per l'Italia. Anche perché sarebbe stata una cessione di copyright!Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto, a titolo personale, l'onorevole Martino. Ne ha facoltà.

ANTONIO MARTINO. Signor Presidente, le confesso che trovo il dibattito vagamente surreale, perché da molti degli interventi ho ricavato la distinta impressione che non si sappia esattamente di che cosa di parla quando si parla di mercato. Un distinto collega della sinistra, l'onorevole Ermete Realacci, ha citato opportunamente un passo di Luigi Einaudi nel quale si dice che il mercato non conosce valori, giustizia o altro ancora. Einaudi diceva una cosa sacrosanta, ma non per invocare l'irreggimentazione del mercato da parte dello Stato perché il mercato, in quanto tale, è neutrale. Se vi è una domanda di prostitute vi sarà un'offerta di prostitute. Il mercato non esprime giudizi di valore, ma consente agli scambisti di fare ciò che vogliono (Commenti dei deputati dei gruppi Partito Democratico e Italia dei Valori).

Non avrei fatto questa riforma della Costituzione, ma avrei soltanto aggiunto un articolo 140 alla Costituzione recitante: «La legge non impedirà mai atti di capitalismo fra adulti consenzienti».

6 commenti:

  1. Carissimo Professor Martino,
    purtroppo io penso che la legislazione vigente reciti: "La legge impedirà sempre atti di capitalismo fra adulti ancorchè consenzienti".
    Cordialità.
    Pietro Barabaschi

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  2. il problema è che spesso le leggi le fanno adulti dissenzienti..il più delle volte, adulti solo nell'accezione anagrafica, soprattutto in Italia....

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  3. Anch'io considero un falso obiettivo la modifica dell'articolo 41 della Costituzione, come lo sono tutte le proposizioni pseudo-intellettuali del "genietto di Sondrio". La Costituzione non si modifica a spizzichi e bocconi; serve una Costituente che riporti alla modernità quelle parti nelle quali maggiormente si ravvisano i retaggi delle culture che la storia indica come superate. E l'articolo 41 contiene elementi di statalismo che correggono il primo comma, quello che sancisce la libertà dell'iniziativa economica.
    I veri problemi del governo sono Tremonti e la Lega, che hanno contribuito ad accelerare la crisi di Berlusconi. Il quale, detto per inciso, non aveva bisogno della spinta al ribasso delle due componenti suddette, risultando ampiamente screditato all'estero a causa delle proprie intemperanze, ed all'interno per la incapacità di dare respiro al programma liberale. Ha riproposto Tremonti all'Economia, ed ora raccoglie i frutti avvelenati di quella sciagurata scelta.

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  4. I veri problemi di Berlusconi sono, in sequenza, lo stesso Berlusconi (ormai impresentabile ovunque), Bossi (i suoi capibranco sbraitano contro i pensionati d'oro siciliani, ma ignorano i privilegi del capo, membro onorario della casta parlamentare, della moglie del capo, pensionata dall'età di 39 anni e del figlio raccomandato, stipendiato dai contribuenti a 12.000 euro mensili), Tremonti (il commercialista che ha assistito per decenni tanti ricconi contro il fisco, e che adesso vorrebbe far finta di lottare da ministro contro l'evasione fiscale)e i tanti che ancora si ostinano a legittimare questa classe politica semplicemente vergognosa, che ignora perfino quanto costi un litro di latte o un litro di benzina. E' assurdo che in Italia ci siano milioni di persone che, a vario titolo e senza alcuna competenza, campano di politica. BASTA!!!

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  5. Per Dreamer

    Mi pare di avere detto le stesse cose senza il tono indignato, che non serve a niente.

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  6. Per giulio di siena
    a me piace argomentare con dati di fatto, più che con ragionamenti filosofici che, di questi tempi, valgono meno di niente.

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