martedì 19 luglio 2011

Socialisti e liberali. Da Il Tempo 19 luglio 2011

Prima Stefania Craxi, con una lettera al Corriere, poi il mio amico Francesco Damato, con una al Tempo, si dolgono perché Mario Sechi, Francesco Perfetti ed io avremmo diffamato il socialismo considerando ispirata a tale ideologia la manovra e sostenendo (io, non gli altri) che questo è un governo socialista e pieno di socialisti.
Francesco Damato ed io scrivevamo sul Giornale di Montanelli, poi lui fu allontanato perché ritenuto troppo filo-craxiano. Io ho perso la mia collaborazione alla Stampa perché bollato come anti-craxiano. Abbiamo, quindi, qualcosa in comune! Dato, tuttavia, che la differenza di opinioni non è meramente semantica ma ha anche un’enorme rilevanza pratica, varrà forse la pena cercare di chiarire le cose.
Liberale, secondo Cavour (che di liberalismo s’intendeva non poco) è chi crede “nel principio di libertà, nel principio della libera concorrenza, del libero svolgimento dell’uomo morale e intellettuale”. Sempre secondo il grande conte è socialista chi ritiene che “le miserie dell’umanità non possano venire sollevate, che la condizione delle classi operaie non possa essere migliorata se non col restringere ognora più l’azione individuale, se non coll’allargare smisuratamente l’azione centrale del governo, nella concentrazione generale delle forze individuali”.
Se si sta a queste definizioni,che a me sembrano sempre valide, mentre per i socialisti la soluzione va cercata nell’intervento pubblico, per i liberali quest’ultimo è il vero problema, l’unica vera minaccia alla libertà individuale. Socialista era Mussolini, non solo quando dirigeva l’Avanti, socialisti erano quelli che lasciarono il Psi nel 1921 a Livorno e fondarono il Pci. Infine, a costo di apparire provocatorio, il caporale austriaco era a capo del partito nazionalsocialista!
Socialista era Riccardo Lombardi, che insistette per la nazionalizzazione dell’energia elettrica “per ragioni politiche, anche se dannosa sotto il profilo economico”, e sempre socialista era Francesco De Martino che voleva nazionalizzare tutto, tranne i saloni dei barbieri!
Quanto a Bettino Craxi, che ho ammirato pur non condividendone le idee, è certamente vero che era anticomunista forse più di me e che non potrebbe in alcun modo essere assimilato a De Martino o Lombardi (per non parlare di comunisti, fascisti o nazisti), ma è anche vero che, per via del “consociativismo” (l’accordo sotto banco di democristiani e comunisti), gli anni Ottanta sono stati disastrosi per la finanza pubblica: il rapporto debito su prodotto interno lordo era del 54% nel 1980, schizzò al 123% nel 1993.
Quanto al Pli di Malagodi, Zanone e Altissimo, non aveva nulla di liberale tranne il nome. Vi aderii solo per continuare la tradizione familiare, ma ho sempre fatto parte di una minoranza composta da una sola persona! Malagodi era molto orgoglioso di essere presidente dell’Internazionale liberale e non mi perdonava per avere io definito quell’organizzazione come “un insieme di partiti che hanno in comune solo due cose: si dicono liberali e perdono tutte le elezioni!”
Se posso ripetermi, esistono solo quattro tipi di governo. Il primo è uno che parla liberale e governa da liberale (Reagan, Thatcher, Roger Douglas); il secondo è uno che parla socialista e governa da liberale (Blair); il terzo parla socialista e governa da socialista (i governi svedesi quando guidati dai socialisti); l’ultimo, e peggiore, è un governo che usa retorica liberale e governa da socialista. Non certo per colpa o per volere di Berlusconi, è questo il caso del nostro governo. Non bossista, cara Stefania Craxi, né comunista, caro Francesco Damato, semplicemente statalista. Dal momento che lo statalismo nella versione moderna è una creazione del socialismo ottocentesco, non credo che qualificare socialista questo governo, oltretutto composto in gran parte da ex militanti del Psi, sia tanto errato.
A chi fosse interessato ad approfondire la questione mi permetto di segnalare La via della schiavitù di Hayek (che lo dedicò a “i socialisti di tutti i partiti”), appena ristampato nella versione ridotta da liberilibri (16 euro), e Socialismo di Ludwig von Mises. Basteranno queste due letture a far comprendere ai miei amici socialisti la differenza profonda che intercorre fra un liberale e un socialista? Temo di no: si può portare un socialista all’acqua ma non lo si può costringere a bere!

22 commenti:

  1. P.S. Volevamo dar vita a un partito liberale di massa, e ci siamo trovati un partito catto-socialista di Carrara! Tipico caso di eterogenesi dei fini.

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  2. Carissimo Professor Martino, non è possibile "diffamare" il socialismo. Il socialismo persegue il fare del bene agli altri.....coi soldi degli altri!
    Pietro Barabaschi

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  3. E' colpa anche di Berlusconi che non fa dimettere Tremonti

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  4. Gentile Professor Martino, da un po' di tempo seguo con attenzione i suoi interventi e sono felice di constatare che esistono ancora dei liberali veri, sinceri e riformisti. Purtroppo il PDL ed il Governo non sembrano seguire le sue idee ed i suoi saggi consigli. Anzi, sono chiaramente orientati in direzione opposta. In effetti i socialisti sono al governo. I liberali, invece, sono scomparsi. Bisognerebbe chiedersi, tuttavia, da quanto tempo sono scomparsi. Personalmente credo che siano scomparsi da molto tempo. Non esistono quasi più, tranne qualche rara eccezione. Dunque, come ebbe a dire Oriana Fallaci, "chi non c'è non comanda. Ergo, chi comanda in Italia non è la Destra. È la Sinistra. In tutte le sue forme e colori e travestimenti e compromessi storici e alleanze note o clandestine. Perché, col governo o senza governo, con l'olio di ricino o col terrorismo intellettuale, da noi la Sinistra comanda da almeno ottant'anni. Cioè da quando Mussolini andò al potere esibendo il frac e la bombetta". Ecco spiegato perché l’Italia è un Paese così scandalosamente illiberale. Gli illiberali (di Destra, Centro e Sinistra) comandano da almeno ottant’anni! Gentile Professore, l’Italia ha bisogno di una Rivoluzione Liberale che liberi i cittadini dall’oppressione fiscale e burocratica, dalla mole impressionante di leggi illiberali, inutili e stupidamente restrittive, dalle vessazioni e dalle incompetenze di uno Stato che Lei spesso, e giustamente, definisce pletorico, burocratizzato, ingordo, costoso, corrotto, inefficiente e sprecone; uno Stato che toglie a chi lavora e produce onestamente per dare a parassiti e privilegiati che nel nostro Paese sono un vero e proprio corpo sociale di dimensioni spaventose e che vive, si riproduce e si perpetua da decenni grazie a sprechi, sperperi e ruberie di ogni genere. Uno Stato che agisce come un Robin Hood al contrario. Una sorta di Socialismo a favore dei ricchi, dei già ricchi. Un mostro parassitario che toglie ai poveri ed ai ceti medi (che potrebbero e vorrebbero progredire e migliorare la propria condizione e quindi arricchirsi) per dare ai ricchi. Se Lei, Professore, ha la possibilità di fare qualcosa e di riorganizzare i Liberali in Italia, lo faccia. Anche se dovesse essere necessario creare un nuovo partito o movimento. Saranno in molti a seguirLa. Lo faccia il prima possibile. Lo faccia per il bene dell’Italia. Con stima.

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  5. Egregio Prfessore, sono d'accordo su tutto quello che dice, ma mi rimane una perplessità: se il PLI di Malagodi Zanone Altissimo era liberale solo di nome,i veri liberali, a parte Lei, dov'erano? Forse bisogna avere il coraggio di ammettere che, come eistono tante confessioni cristiane, esistono anche tanti liberalismi, in un certo senso tutti legittimi. Croce ed Einaudi si dicevano entrambi liberali, eppure si scontrarono, con grande signorilità-altri tempi!- proprio su un tema chiave del pemsiero liberale, la necessità dell'economia di mercato come condizione necessaria, anche se non sufficiente, a garantire ogni tipo di libertà.
    Ciò detto, io sono con Friedman, ho un vero culto per "The road to serfdom" di Hayek, letto da giovanissimo in una vecchia edizione italiana, e considero Mises una gloria di quella "scuola austriaca" che costituisce un momento altissimo e imprescindibile della storia del pensiero economico.

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  6. Sono arrivato alla conclusione che sia il socialismo come il darwinismo siano due religioni e che come tali facilmente intercettano le aspirazioni più immediate dell' Uomo, il bisogno di giustizia e il significato dell' esistenza. L' europa ha abbandonato la propia fede giudeo-cristiana e l' ha surrogata con queste queste due religioni. Le uniche nazioni Inghilterra e Stati Uniti, che non hanno cercato alternative a detta fede, almeno sostanzialmente, ma anzi l' hanno sviluppata, separandola dallo stato, non hanno conosciuto nessuna forma di dittatura, hanno prosperato e guidato la storia,(almeno fino ad oggi, ma già la svolta obamiana lascia intendere gli invariabili effetti del socialismo). Il resto dell' europa sembrerebbe aver subito/assistito ad una sanguinosa faida interna al modo socialista in tutte le sue declinazioni, nere rosse arancione rosa, ciò sia durante le due guerre(2^ e fredda), che ora a livello di partiti e movimenti. E' proprio vero, " la religione é l' oppio dei popoli" riconsideriamo la nostra fede G.C. un saluto a tutti. ilmedicodiprovincia.

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  7. Egregio Professore, forse è tempo intrapendere una nuova strada visto che la vecchia non ci sta portando a niente. Sono ben cosciente di quanto possa essere difficile farlo in un Paese dove il pensiero liberale, aldilà delle redditizie mode del momento, pare ancora oggi essere assai minoritario tra le sagaci menti dei nostri governanti e degli aspiranti tali. Ma io ho sempre pensato che un liberale abbia dalla sua l'ostinazione e la caparbietà di chi crede nelle libertà dell'individuo nonostante tutto. E se è vero che questo pensiero sembra avere difficile breccia nelle cosidetta classe dirigente di questa Italia, mi creda, assai diversa è la realtà che si respira tra la gente. E' necessario darsi una mossa. Sebbene non sortirono gli effetti sperati, ricordo con piacere la Convenzione Liberare a cui dette vita il buon Pannella (oramai un bel pò di anni fa) e a cui anche lei partecipò. Ecco, forse è giunto il momento di tentare di radunare - so bene, per una ennesima volta - i liberali che ancora sopravvivvono sommersi dal neo-dilagare dell'interventismo pubblico. E' tempo di trovare un nuovo leader. E' tempo Professore, perchè è quanto la gente spera ed ha disperatamente bisogno. Con l'immutata stima di sempre

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  8. ricordo vagamente anch'io, come il commentatore Tronci, i referendum liberali e liberisti di Pannella tanti anni fa (pagamento del salario al lordo di ritenute e tasse, non obbligo alle aziende di trattenere le ritenute sindacali, insomma libertà economica), referendum che "ovviamente" fallirono (poi Pannella e i suoi sono andati a sinistra, cioè si sono alleati alla sinistra antiliberale); anch'io come Butti lodo Friedman, ma non posso perdonargli (a Friedman) di aver dissuaso a suo tempo l'On. Martino dall'assumere un incarico economico pur offertogli da Berlusconi; il Pli non era veramente liberale liberista, infatti molti del Pli poi passarono a sinistra dove il loro cuore batteva (politicamente); non c'erano liberali liberisti a quel tempo, a parte l'On.Martino)? no, c'era e c'è il Prof. Sergio Ricossa, che il Pdl potrebbe ora proporre come Senatore a vita (sogno?)...-ro-

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  9. Torna l'Irpef sulla prima casa

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  10. Intanto il Belgio è senza governo da 400 giorni ma il PIL è aumentato del 2,4%.
    Ancora una volta si dimostra la bontà della teoria di Thomas Jefferson secondo cui il miglior governo è quello che governa meno.

    http://finanza.repubblica.it/News_Dettaglio.aspx?code=633&dt=2011-07-19&src=TLB

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  11. Sa che penso, caro Professore? Penso che un bell'accordo sottobanco l'abbia fatto Berlusconi coi suoi colleghi di coalizione.

    Tutti un sol uomo sulle leggi per le TV, poi, sul resto - fate un po' come vi pare -. Sulle televisioni - Chi tocca i fili muore -, in cambio io, di liberalismo, abbassamento delle tasse e falce sulla spesa pubblica, ne parlo ogni tanto e basta.

    L'opposizione? Eccome se non ha gradito. Il conflitto d'interessi non si tocca, così se va al governo lui, non toccherà il sistema. Viva Mediaset, viva le Coop, viva la spesa pubblica!

    Mi dica Professore, non è esattamente ciò che è successo? Per il resto il suo articolo è pregevolissimo, come sempre.

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  12. Sergio Ricossa, che tra l'altro, negli ultimi tempi, si è spostato su posizioni decisamente libertarie, alla Rothbard(ecco un'altra "confessione"del pensiero liberale!) è uomo di spirito, capace di far dell'ironia anche su se stesso. Scherzò anche sulla propria nomina all'Accademia dei Lincei,ringraziando di cuore Libero Lenti che, accogliendolo in quel'augusto consesso, gli aveva detto:"Qui le cose che contano sono due, il bar e il cesso". Non ce lo vedo proprio nei panni del senatore a vita! Caro Ricossa, rimanga quel giovane simpatico e impertinente che è sempre stato!

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  13. Come per le donne, penso che i peggiori nemici dei liberali siano proprio gli stessi liberali.
    Mi spiego: per quanto mi riguarda all’interno dell'ex Forza Italia ho sempre trovato le porte chiuse e porte sbattute in faccia più dai liberali che dai socialisti o democristiani ; pertanto faccio fatica ad entrare dentro il coro di chi considera l’attuale PDL privo di liberali senza prima farmi qualche domanda e chiedere un esame di coscienza. Mi riferisco all’ex Governatore del Veneto, tal Giancarlo Galan, uno che a livello nazionale si spaccia per l’ultimo giapponese/liberale dimenticandosi però che a livello locale in pieno delirio di onnipotenza fece di tutto per bloccare ogni iniziativa liberale arroccato com’era nella sua presunta condizione di superiorità e al suo atavico e inopportuno snobismo .
    Ricordo infatti il tempo perso dai tanti dirigenti ed iscritti dell’ex PLI veneto, io stesso e da tanti altri amici simpatizzanti ed associazioni liberali che nella nostra ingenuità andavamo a bussare da Galan e dai suoi viceré nella speranza di trovare inutilmente una mezza porta aperta.
    Sicuramente non tutta la colpa sarà stata di Galan anche perché mentre lui era in alto mare a dilettarsi nella pesca dei tonni, il suo “dott. Milanese” , un ex socialista veneto, uomo potente, potentissimo e “chiacchierato” si dava un bel da fare, in tutti i sensi. Era la stessa persona che a noi liberali ci lasciava in anticamera trattandoci come tonni mentre dall’altra parte all’interno del PDL Veneto, ingrossava le fila di gruppi socialisti preferendoli ai nostri liberali forse per compiacere lo stesso Galan.
    Oggi l’ex F.I. veneta è ridotta al nulla, una scatola vuota circondata e occupata solo ras e squaletti socialisti , qualche democristiano e un po’ di ex AN che sicuramente a mio parere sono la parte migliore e più seria del partito pur essendo culturalmente statalisti ; dei liberali ovviamente nessuna traccia e questo forse grazie ad un liberale come Galan.
    Questo è solo un piccolo esempio del “gioco di squadra” che riescono a fare i liberali sia a livello locale che nazionale. Pertanto non lamentiamoci se poi non siamo rappresentati da nessuno e siamo invece costretti ad elemosinare un tetto all’interno di case a noi strette e incompatibili o come sempre accade, rinchiuderci dentro think tank che la gente comune non riesce mai a capire come non siamo mai a riusciti a capire perché non riusciamo a trasformare in emozioni le nostre idee.

    Dico questo con grande tristezza rammarico e poi per deformazione professionale perché sono abituato a tradurre la teoria in pratica e a pianificare e organizzare tutto: allo stato attuale vedo tanto fumo e poco arrosto; spero di non sbagliarmi ma, se non cominciamo a sporcarci le mani, a lavorare sodo tra la gente e a fare squadra tra di noi continueremo sempre a fare le bandierine di tutti o come sta accadendo adesso a fare da paggetti ad ex fascisti ed ex comunisti mentre il mondo reale va avanti e noi al contrario fatichiamo a trovare il coraggio di premere il bottone “up-date”. Perdonate lo sfogo.

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  14. E' appena passata una legge che pone fine alla libertà di praticare sconti sul prezzo dei libri. Dunque, NO al Mercato, SI al protezionismo ed agli interessi di corporazioni (editori e librai). Da ora in poi sconti al massimo del 15%, in casi straordinari del 25% (non oltre un mese). Il Parlamento è completamente impazzito. I radicali si sono opposti, ma inutilmente. In Italia il Liberalismo è morto e sepolto. Siamo alla follia pura. Le librerie online che sono all'estero (ad esempio Amazon, con sede legale in Lussemburgo), però, potranno vendere agli italiani ai prezzi che vogliono spedendo i libri dall'estero. Questo dovrebbe dare a tutti un'idea del livello di ottusità, incompetenza e cialtroneria dei parlamentari e dei politici italiani.

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  15. Per risvegliare dal sonno della ragione quest'Italia parassita e autolesionista, cancellandone definitivamente l'impalcatura socialista di uno Stato Predone sempre più violento e ottuso, a mio parere lo si potrebbe fare solo in due maniere:
    A)attraverso una dittatura illuminata(è una semplice provocazione la mia..),che ovviamente scarterei a priori perchè sappiamo che di illuminato in una dittaura non c'è mai stato nulla, oppure
    B)attraverso il fallimento del paese Italia;e qui nutro qualche speranza pur sapendo che soffrendo adesso forse libereremo l'Italia dai feroci predoni,da chi li nutre e da chi si nutre attraverso loro; tutta la pubblica amministrazione e le loro leggi liberticide.
    Oppure ancora come stiamo facendo noi, con piccoli passi, piccoli mattoni e grandi mal di pancia.

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  16. A mio avviso le uniche due vie di uscita sono:
    1) fallimento dello Stato e liberazione del popolo da leggi liberticide;
    2) una Rivoluzione.
    Speriamo che qualcosa avvenga presto perché non se ne può davvero più. Ora capisco Oriana Fallaci che decise di andarsene dall'Italia.

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  17. @Claudio Saragozza

    Eppure il Cile negli anni 70' si salvò dal baratro proprio grazie ad una dittatura che portò avanti tutta una serie di riforme volte a liberalizzare l'economia del paese.Grazie a quelle riforme oggi il Cile è diventato uno dei paesi più sviluppati di tutto il sud-america.

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  18. Grazie a tutti. Se riuscite a trovarlo, vi segnalo il breve saggio di A. de Jasay "Per una tirannia pigra". L'autore sostiene che se un tiranno, che detiene tutto il potere, fosse pigro, non lo eserciterebbe ... e la nostra libera autonomia sarebbe perfettamente tutelata!

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  19. L'ho sempre detto, il GOVERNO e la maggioranza che lo sostiene hanno fallito su tutta la linea, con l'aggravante di non aver proposto alcuna liberalizzazione, finendo con il tutelare caste e corporazioni ben note e tartassare con balzelli ed imposte i soliti noti. Stacchiamo la spina, bisogna azzerare tutto e ripartire con idee ed uomini diversi.
    Cordialmente,
    Gianluigi.

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  20. @Massimo74
    Caro Massimo purtroppo di Lucio Cornelio Silla, in giro, ne vedo ben pochi;anzi,non ne vedo proprio.
    Vedo invece tanto malcostume, tanta ipocrisia e mediocrità, vedo e ascolto tante chiacchiere che spesso, anch'io in cuor mio, mi domando perchè continuo a perdere tempo dietro la politica, seppur questa per me sia solo una passione, un hobby.Ormai sono arrivato alla conclusione che dal prossimo settembre smetterò di occuparmene iniziando a cancellare il mio profilo su facebook e cancellando il blog e soprattutto tagliando i ponti con tutto quello che in politica sognavo fino ad ora. In bocca al lupo a tutti.

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  21. Ho letto questo articolo con ritardo rispetto alla sua uscita e devo confessare di essere molto d'accordo su quello che il prof. Martino afferma. Direi anche che la qualità dei socialisti presenti nel governo, sia detto con franchezza, è anche di livello non strabiliante né è comparabile con i personaggi di primo piano che dal dopoguerra al 93', pur con tutti i dovuti distinguo, hanno contribuito ad una svolta storica di quel partito. Diverso è l'aspetto dei liberali, ce n'erano già pochi ai tempi nei quali il partito esisteva e operava, ce ne sono ancora meno oggi, forse ridotti a pochi esempi di una specie in via di estinzione. Martino è tra questi pochi e potrebbe fare molto per attivare una sorta di Risorgimento, delle idee prima ancora che della struttura partito. Lanci la sfida, abbia il coraggio di abbandonare l'attuale PdL che ha tradito le idee con le quali nacque e rappresenta un coacervo sempre meno presentabile di personaggi da evitare e non da votare.
    Ci faccia sognare Professore e le verremo dietro; la gente è stanca e le teste migliori non attendono che un segnale di rinnovamento forter, serio e pulito: lei lo può dare, altri no!

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