lunedì 11 aprile 2011

Europa moribonda

Il momento presente suggerisce alcune riflessioni importanti relative all’Europa, alla UE e all’Occidente tutto. Comincerei con le tendenze demografiche che riguardano soprattutto noi italiani, ma anche l’Europa. I demografi definiscono moribondo un paese che ha un tasso di fertilità pari a 1,5 o inferiore. (Il tasso di fertilità è il numero di nati vivi per ogni mille donne in età fertile.) Secondo questo criterio i paesi moribondi in Europa sono trenta; in una graduatoria di 226 paesi l’Italia si colloca al 212° posto.
Non siamo soltanto il paese dell’Occidente con il più preoccupante tasso di fertilità, siamo anche il più vecchio, almeno secondo quanto documentato dai dati della conferenza promossa dall’Onu a Madrid sull’invecchiamento: un italiano su quattro è ultrasessantenne. Come se non bastasse, siamo anche uno dei Paesi che meno utilizza i suoi ultrasessantenni: solo il 14% è nella forza lavoro, contro il 23% degli Usa e il 45% del Giappone.
Alla fine di questo decennio ci saranno nel mondo un miliardo di maschi di età compresa fra i 15 e i 29 anni; di questi 65 milioni saranno europei, 300 mussulmani. In passato uno squilibrio demografico di queste proporzioni si sarebbe tradotto nella conquista dell’Europa. Molti di quei 300 milioni di mussulmani in età di combattimento, disoccupati e in miseria, nonché spesso ispirati da propaganda islamistica, vivono lungo la sponda sud del Mediterraneo e sarebbero diventati volontari di una guerra di conquista della ricca Europa. Oggi le tecnologie militari rendono quell’evento improbabile: per quanto male armata e disorganizzata, la vecchia Europa è in grado di impedire una sua conquista.
Prima di tirare un respiro di sollievo, tuttavia, cerchiamo di immaginare quale altro sfogo possa avere quello squilibrio demografico. Non sono necessari grandi sforzi per rendersi conto che le due conseguenze più probabili sono il terrorismo (fratello minore della conquista) e una riedizione su larga scala dell’afflusso di disperati che cercano di trasferirsi in Europa.
Quanto sta accadendo in questi giorni, in altri termini, non è un episodio eccezionale, destinato prima o poi ad esaurirsi, è il primo atto di una tragedia destinata a durare ancora per molti anni.
In presenza di questo scenario epocale come reagisce l’Unione europea? Non credo di dire nulle di originale sostenendo che quanto emerge assordante dal comportamento dell’Unione è la sua inesistenza. I singoli Paesi europei si comportano come se non fossero legati da vincoli e da trattati che hanno ormai oltre mezzo secolo di storia. Dire che gli sbarchi a Lampedusa di tunisini siano un problema italiano e fare la faccia feroce per erodere consensi al partito di Le Pen, come sta facendo Sarkosy, è grottesco. I tunisini sono francofoni per le ragioni storiche che sappiamo; Lampedusa è Italia e, in quanto tale, Unione europea, come la Francia.
Sono, se non altro per motivi di orgoglio filiale, convinto della necessità dell’unione dell’Europa, ma se guardo al comportamento dell’Unione e dei suoi membri le mie convinzioni vacillano.
L’obiettivo della pace in Europa è stato raggiunto e non si tratta di cosa secondaria, sul versante dell’Europa economica molto è stato fatto, non sempre nel verso giusto, ma moltissimo resta ancora da fare. Quando un paese membro dell’Unione si oppone all’afflusso di capitale proveniente da altro stato membro non commette solo uno strafalcione economico – l’afflusso di capitale arricchisce il paese destinatario – ma dimostra anche totale mancanza di spirito europeo. E questo vale non solo per l’opposizione all’ingresso d’investitori francesi in Parmalat, vale anche per le assurde misure di sciovinismo economico care ai nostri fratelli d’oltralpe.
L’unione monetaria, realizzata secondo modalità che non mi sono stancato di criticare, sta sistematicamente rinunziando alle ragioni della sua creazione. Luigi Einaudi sintetizzava così la ragione per cui credeva alla desiderabilità di una moneta europea: “Il vantaggio del sistema non sarebbe solo di conteggio e di comodità nei pagamenti e nelle transazioni interstatali. Questo sarebbe piccolo in confronto di un altro di gran lunga superiore, che è l’abolizione della sovranità monetaria dei singoli Stati in materia monetaria. Chi ricorda il malo uso che molti Stati avevano fatto e fanno del diritto di battere moneta non può aver dubbio rispetto all’urgenza di togliere ad essi siffatto diritto, Esso si è ridotto, in sostanza, al diritto di falsificare la moneta, cioè al diritto di imporre ai popoli la peggiore delle imposte. Se la federazione europea riuscirà a togliere ai singoli Stati federati la possibilità di far fronte alle opere pubbliche facendo gemere il torchio dei biglietti e li costringerà a provvedere unicamente con le imposte o con i prestiti volontari, avrà per ciò solo compiuto opera grande”.
Con gli interventi “di salvataggio” a favore della Grecia, dell’Irlanda e del Portogallo, e col fondo salva-stati l’Unione europea sta facendo “gemere il torchio dei biglietti” europei per finanziare gli eccessi degli Stati membri. Lungi dall’impedire, come espressamente previsto dai Trattati, la “monetizzazione del debito” (il finanziamento del deficit con la creazione di moneta), lo ha istituzionalizzato.
Un’Unione che non ha una politica estera e di difesa, che non riesce a percepire la gravità dei problemi che riguardano tutti i suoi membri, che manca di solidarietà e di coesione di fronte a comuni difficoltà, non può sperare di durare a lungo, Sarebbe bene che tutti coloro che credono all’Europa unita lo tenessero presente. Benedetto XV sosteneva che la prova dell’origine divina della Chiesa è offerta dal fatto che il clero non sia riuscito a distruggerla. Alla Chiesa è stata promessa l’immortalità, lo stesso non vale per l’Europa.



Antonio Martino, 10 aprile 2011

22 commenti:

  1. Napolitano dice che con la UE non bisogna scherzare. Francamente ci si capisce poco, soprattutto con l’interventismo a tutto campo del Presidente della Repubblica, che indirizza scelte di politica estera, telefona a ministri e via enumerando. Nella crisi libica il nostro Presidente è stato al fianco della Francia dal primo momento, senza tentennamenti, senza se e senza ma, indipendentemente dal fatto che l’intervento voluto da Sarkozy, preparato ed aizzato oltralpe, fosse diretto in primo luogo contro gli interessi nazionali. D’accordo, c’era di mezzo un odioso dittatore (che potrebbe essere responsabile di qualche strage attribuita ai soliti fascisti in Italia), ma questo non significa che tutti i dittatori debbano essere bombardati. O almeno non risulta che ciò sia avvenuto in passato contro dittatori europei o che avvenga oggi contro coloro che in medio oriente stanno seminando morte tra i manifestanti che invocano libertà. Proviamo ad immaginare se un attivismo analogo a quello di Sarkozy fosse stato messo in atto da Berlusconi o da un qualsiasi governo italiano: immaginiamo i servizi che complottano con un politico libico per mesi preparando la rivolta, con l’apparato militare pronto ad intervenire appena scattata la rivolta. Immaginiamo anche l’onda di immigrati sulla Costa azzurra, provocata dall’intervento italiano. Cosa sarebbe successo in Italia ed in Europa sotto la spinta del governo di Parigi?
    Allora perché non possiamo criticare? Sono da condividere in tutto e per tutto le decisioni della comunità in materia di immigrati? Se un tunisino sbarca in Italia per recarsi in Francia, dove vorrebbe ricongiungersi con il resto della sua famiglia, perché è scorretto dargli la possibilità di recarvisi? O a Berlino? E' questa la civiltà che scende dall'Europa del Nord e che noi dovremmo recepire senza battere ciglio? Con quele diritto criticano la Lega oggi e Haider ieri? Se l’Europa deve servire unicamente per le strategie franco tedesche, allora qualche critica si potrà pure concepire. Vero è che l’Europa è un ectoplasma. Ci lamentiamo dei politici italiani, ma avete visto la Malmstrom ed i suoi ondeggiamenti sotto la spinta del governo di Parigi (e di Berlino)? E tutto ciò è serio?

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  2. Caro Professore,

    l'unico modo per tacitare il torchio è il caro vecchio Oro. Monetaristi e Keynesiani hanno fatto troppi danni. Il ritorno al Gold Standard è come il Vesuvio, non se ma quando. Ma, come a Napoli, programmi di evacuazione non se ne vedono all'orizzonte.

    E poi, una bella 'dose' di bombardamenti qua e là ogni paio d'anni fa girare il torchio a tutta manetta, non crede?

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  3. Sull'interventismo senile di Napolitano in Libia non solo concordo con Giulio di Siena, ma l'ho anche scritto sin da subito. Non è la prima volta che Napolitano sbaglia sugli interventi armati "portatori di libertà" ed è auspicabile almeno che non insista nel mettere i piedi nel piatto del governo con pareri discutibili.
    Parere personale che non è necessario condividere, si capisce.

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  4. Giulio de Sena ha scritto : "Se un tunisino sbarca in Italia per recarsi in Francia, dove vorrebbe ricongiungersi con il resto della sua famiglia, perché è scorretto dargli la possibilità di recarvisi? O a Berlino?"

    Perchè per la legge italiana ha commesso il reato di immigrazione clandestina.Delle due una:
    O i reati in quanto tali vanno perseguiti o se non si vuole perseguirli vanno derubricati. A parti invertite Maroni li avrebbe accettati i tunisini ? Francamente a me quella di Maroni sembra la solita furbata.

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  5. A proposito della furbata di Maroni.
    Quella dei francesi e dei tedeschi, invece,....
    Caro Anonimo, perché si è verificata l'onda anomala dei barconi che in due mesi hanno scaricato sulle nostre cose 25 mila immigrati?

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  6. Giusta o sbagliata ( sbagliata secondo me ) c'è stata una decisione dell'ONU che autorizzava i bombardamenti. Tra l'altro l'Italia ha concesso l'uso delle basi aeree e, seppur in misura minore di Fracia e Gran Bretagna, partecipa all'intervento. E allora ?

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  7. Caro Anonimo, proseguendo sulla stessa linea potrei dire che sì, ha fatto bene la Francia a battersi, sin dall'inizio, per la libertà del popolo libico (che meraviglia!! speriamo si adegui allo stesso criterio anche per la Siria, ad esempio) e che noi abbiamo sempre sbagliato a non impostare una politica di ampio respiro con i paesi del bacino del mediterraneo. Mi chiedo perché le conseguenze negative di così nobili imporese ( va bene coasì? ho sottolineato la nobiltà dell'impresa franco-inglese e la piccineria italiana) debbano ricadere solo l'Italia. A lei sta bene, a molti no. Forse i liberatori non avevano calcolato le coseguenze (capita agli eroi), ma quando poi queste si verificano, cosa facciamo? ci comportiamo come la Merkel o, peggio, come Sarkozy?

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  8. Caro Professore,

    sono stato un Suo alunno anni fa, e la stimavo infinitamente!
    Oggi devo confermarLe l'assoluta delusione che provo nei Suoi confronti!
    Ma, mi domando, alla Sua età, con la Sua cultura, chi gle lo ha fatto fare a inquinare il Suo CV con questo voto a questa legge sulla pescrizione bene?
    Si vergogni!

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  9. Caro Giancarlo Donato,

    temo che sulla prescrizione breve lei non sia correttamente informato. Il provvedimento e' timido e non avra' effetto su alcun processo, riguardante o meno Berlusconi. Il nostro paese viene condannato ogni anno dalla Corte europea dei diritti dell'uomo per l'eccessiva durata dei processi e questo provvedimento non ci risparmiera' altre condanne in futuro. Era importante sottolineare l'esistenza del problema, negata dai forcaioli dei vari partii. Approvando questa legge, abbiamo conseguito questo unico risultato. Ne valeva la pena? Non lo so, ma e' falso che l'amministrazione della giustizia in Italia sia impeccabile.

    Mi spiace avere perso la sua stima, che era evidentemente fondata su ben pochi elementi se e' finita cosi' presto.

    Cordialmente,

    am

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  10. L' eccessiva durata dei processi c'è perchè non ci sono abbastanza risorse, perchè anzicchè aver portato delle riforme in seno alla Giustizia (il 3° grado di giudizio solo se vi sono fatti nuovi, ed a carico di chi lo richiede, l' equità nel processo civile della sanzione amministrativa nei confronti di diverse persone: se io vengo querelato per diffamazione, mi si chiedono 200.000 euro, somma impossibile, e questo è un uso strumentale della giustizia). L' amministrazione della Giustizia non è impeccabile, ma allora mi spieghi cosa ci sta a fare il ministro Alfano e il suo degno padrone! Fermo restando che, mi scusi la facezia, ma come si fa a credere ad una giustizia per tutti quando tutti gli avvocati del premier sono in parlamento? Ma se Mussolini avesse avuto una presenza di questa entità non sarebbe stato neanche sfiduciato dal gran consiglio! Solo ora vi accorgete che il tutti contro tutti non va bene: perchè qualcuno di voi comincia a pensare a "cosa farà da grande"...intanto avete rovinato la dialettica democratica di un Paese! Dal mio modesto punto di vista: si faccia pure una legge per cui voi non finite per un solo giorno in galera, ma poi ve ne dovete andare tutti ad Antigua..e fino alla 7a generazione! Per me, l' accusa che vi meritate è ALTO TRADIMENTO: vi siete fatti i ca***i vostri, a spese dello Stato senza cercare minimamente di risolvere i problemi che c' erano! Sono gli extracomunitari, i problemi? O le varie emergenze? Tutti gli altri paesi hanno avuto flussi migratori, li hanno gestiti. 10 anni fa, in Repubblica Ceca ci furono le dimissioni di un ministro: aveva suggerito agli zingari di chiedere il visto per il Canada..Ogni persona maggiorenne veniva pagata 1000 euro: ma il Canada se ne accorse! Le richieste di visto erano eccessive e inspiegabili..Noi abbiamo pensato alla stessa soluzione!

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  11. Questo ultimo post del sig. Anonimo mi ricorda tanto la cura per ogni male che hanno sempre taxisti e parrucchieri.
    Se uno sproloquia, almeno abbia la decenza di firmarsi.

    Se mi è consentito vorrei invece tornare all'interventismo dell'ultra ottuagenario Presidente Napolitano.
    Come ho già avuto modo di scrivere in altro luogo, i presidenti della Repubblica sono come gli arbitri di calcio.
    Alla fine della partita ti rendi conto che hanno arbitrato bene se non li ha proprio notati.
    Perciò rinnovo l'invito che ho già fatto al Presidente quando, a proposito dell'affaire Libia ha sentenziato che "non siamo entrati in guerra":
    "caro Presidente, Le do un consiglio da amico: stia zitto!"

    Francesco Tonelli

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  12. Vorrei riprendere i concetti che sono espressi nella prima parte dell’articolo e che nessuno ha commentato, perché credo che in essi sia una chiave di comprensione della storia del prossimo e medio futuro in Europa.
    Questi concetti sono:
    1.la senescenza e la crisi demografica dell’Italia e dell’ Europa e
    2. la pressione di una massa di popolazione in esplosione demografica alle nostre frontiere.
    Stabilita la capacità della UE a difendere con le armi le proprie frontiere, il prof Martino prospetta due esiti: il terrorismo e/o l’invasione pacifica di masse soverchianti, soprattutto islamiche.
    Ma ce ne è una terza.
    L’invasione e la conquista dell’Europa da parte dei mussulmani non è una novità, l’espansionismo islamico è cominciato con Maometto e per questo il Corano -durante la vita stessa del Profeta- è diventato un manuale di conquista. Il confronto armato degli islamici con i loro confinanti ha avuto alti e bassi, ma mai si è sopito del tutto. Noi -nel secolo scorso- abbiamo avuto la ventura di vivere nel periodo di massima regressione dell’islamismo in Europa e ci siamo dimenticati di avere dei vicini così scomodi ed invadenti.
    Per di più proprio nel secolo scorso la nostra cultura (o civiltà che dir si voglia) ha raggiunto il traguardo di rendere universale in Europa il fondamentale principio democratico di un uomo = un voto.
    Questo ha dato agli islamisti (che hanno un tasso demografico altissimo) un’arma assoluta per conquistarci:
    il ventre delle loro donne (Boumedienne). Così la nostra civiltà ci condanna a rinunciare alla nostra libertà, perché è scritto nella storia che ovunque possono gli islamici instaurano la legge coranica e quando saranno maggioranza in Italia e in Europa, lo faranno. Se non poniamo fine alla invasione, sia diretta sia “da gravidanza”, saremo presto o tardi Dhimmi, cioè cittadini di serie B in uno Stato Islamico.
    Non basta quindi regolamentare e ridurre l’afflusso, non basta frenare, bisogna rimandarli a casa.
    Non scandalizzatevi, non fate i buonisti, perché solo questo ci salverà da un futuro di dolore e di sangue quale quello della Spagna medievale.
    Nella nostra lunga e tormentata storia abbiamo esperienze che potremmo rivalutare, per esempio il “cuius regio, eius religio” di Carlo V, che segnò una tregua nelle guerre di religione in Europa a metà del XVI secolo. Qualcuno obietterà che non ebbe il merito di far cessare le guerre, ma quello della pace in terra credo sia un auspicio della religione cristiana, ma non una realtà conseguibile (perlomeno in tempi medi o medio-lunghi).
    E’ inutile discutere di economia, di liberismo o dirigismo, della nostra piccola politica italiana, della nostra condannata (dalla UE) giustizia, di tutti i nostri grandi e piccoli problemi se non facciamo in modo, nel frattempo, di fermare la nostra precipitosa caduta verso l’istaurarsi in Italia dello Stato Islamico e della Sharia.

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  13. Ringrazio il "dentista di provincia" e gli offro un dato che renderà ancora più pessimistica la sua visione. L'Europa ha decuplicato la sua popolazione in quattro secoli: eravamo 40 milioni nel 1500, 400 nel 1900. I mussulmani hanno fatto lo stesso in un solo secolo: nel 1900 erano 150 milioni, ora sono un miliardo è mezzo. In democracy demography is destiny!

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  14. Caro Antonio, in linea di massima sono d'accordo con te. La nostra è una democrazia Europea ed Italiana e dovremmo far parlare il Popolo e quindi non 800 voti(Circa quelli dei nostri parlamentari) = 55 milioni di voti degli Italiani) ma un bel referendum se vogliamo gli emigrati o no in Italia o in Europa e regolati da quale unica legge Europea. Come si dice dalle nostre parti le chiacchiere stanno a zero. Un uomo un voto. Cari saluti. Giuseppe BdL

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  15. Caro professore, La ringrazio della risposta, ma mi permetto di insistere.
    I mussulmani sono sempre cresciuti di numero da quando Maometto ha sognato la parola di Allah, ma se sono decuplicati nel secolo scorso non è stato per guerre di conquista ed invasioni, come era stato nel millennio e mezzo precedente, ma perché hanno goduto delle ricadute tecnologiche della nostra civiltà: vaccini, antibiotici, terapie varie, miglioramento dell’alimentazione e dell’igiene.
    Sì, abbiamo cambiato le regole e le leggi con cui si era svolta la storia umana nei millenni precedenti, fino ad arrivare a teorizzare la messa al bando della guerra. In politica la nostra civiltà si è faticosamente evoluta nei millenni per arrivare alla conquista del suffragio universale, ma nel frattempo -negli ultimi 100, 200 anni- la tecnologia ha cambiato il mondo.
    Per di più, lo sanno anche i sassi, oggi viviamo in un mondo globalizzato, mentre la nostra civiltà si è sviluppata nell’ambito ristretto della cultura greco-romana e giudaico-cristiana, con pochi apporti da altre civiltà e modi di pensare.
    Ecco perché dobbiamo riscoprire le nostre radici per rinvigorire il nostro fusto potando qualche ramo o praticando qualche innesto. Come?
    Sento spesso la polemica se sia o no esportabile la democrazia in culture e stati con tradizioni diverse dalle nostre, ma non ho mai sentito porre il problema se la nostra democrazia debba essere modificata per difenderla dall’assalto di chi non la condivide, ma può soverchiarla con il numero e la legge della maggioranza.
    Questo è -a mio avviso- il problema di oggi e del futuro prossimo. Se non lo risolviamo, tra qualche decennio tutta la cultura liberale -e non solo- sarà sepolta sotto lo tsunami teocratico. Non so se esistono mussulmani moderati, ma certo l’Islam è sempre e solo una teocrazia e non può cambiare: è scritto nel Corano.

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  16. Mi permetto di sottolineare (non è mai abbastanza) che, non esiste un islam moderato;l'islam non è una religione .
    L'islam a mio parere è un'ideologia totalitaria al pari del nazismo e del comunismo .Come sappiamo tutti,nessuna ideologia totalitaria, può mai essere considerata moderata.
    Se non riusciamo a capire questo non riusciremo mai a difendere le nostre radici giudaico cristiane e la nostra cultura liberale sotto tutti i punti di vista, a cominciare da quello culturale.

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  17. Condivido con chi mi ha preceduto, però credo che anche l'occidente possa conquistare i loro paesi, non demograficamente, ma "corrompendo" il loro modo di vivere e le loro abitudini, specialmente di molti giovani.
    Come ? Con l'esportazione del nostro stile di vita. Ad esempio grazie alla televisione, al cinema, alla musica, ai McDonalds, alla tecnologia, ad internet, alla pornografia, agli sport, al nostro modo di vestire etc...
    Inoltre credo che la libertà sia un valore universale a cui tutti aspirano, non un'idea politica. Se in quei paesi dovesse arrivare un po più di benessere, forse con le libertà economiche arriverebbero anche le libertà politiche o perlomeno qualcuno sentirà la loro esigenza. Sicuramente è un processo lento.

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  18. Buona Pasqua, Professor Martino.
    Buona Pasqua a tutti quelli che leggono questo blog.
    Vorrei offrire un regalo pasquale, come una sorpresa in un uovo, ovvero -come dicono i miei giovani amici del Web- un dato OT (off topic: fuori tema), ma non troppo.
    Segnalo l'articolo pubblicato sul numero di Aprile di Le Scienze (ancora in edicola) di Lera Boroditsky, intitolato: Linguaggio e pensiero (a pag.63).
    La professoressa della Stanford University sostiene che “lingue diverse potrebbero far pensare in modo differente”. In altri termini “le lingue plasmano il pensiero”.
    Io, da buon liberale, credo che tutti gli uomini abbiano e debbano avere uguali diritti ed uguali doveri; ma assolutamente non credo che tutti gli uomini siano uguali, ma anzi ognuno è diverso da ogni altro e questa diversità è la ricchezza dell'umanità. Credo tuttavia che nei vari grandi gruppi in cui si divide l'umanità, gli individui abbiano caratteristiche comuni (genetiche e/o fisiche, culturali, ecc.) che li differenziano dagli appartenenti agli altri gruppi. (Qualcuno mi darebbe per questo del razzista, ma non me ne cale).
    L'articolo che ho citato mi conferma che la scienza sta ottenendo riscontri nell'affermazione della grande diversità che esiste fra gli uomini e delle tante cause che determinano queste differenze.
    Scusatemi, ho preso troppo tempo, vi rimando all'articolo, ma prima un'ultima considerazione.
    La professoressa Boroditsky sostiene che “lingue diverse potrebbero far pensare in modo differente”; alla fine dell'articolo ho pensato che tra le lingue europee (quelle che di sfuggita conosco) l'italiano è l'unica che non esige il soggetto davanti ad ogni verbo: sarà per questo che in Italia la responsabilità individuale è tanto sottovalutata?
    Le radici, professore, la radici ci fanno italiani e l'italiano è una grossa radice!
    Buona Pasqua, (dobbiamo risorgere!).

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  19. Grazie, caro dentista di provincia, per gli auguri che ricambio sentitamente.
    La sua osservazione è importante e ha una lunga storia. Ricambio il suo suggerimento segnalandole Roger J. Williams, Free & Unequal, The Biological Basis of Individual Liberty,Liberty Press 1953. L'autore, un noto biochimico, spiega che la libertà individuale è legata alle disuguaglianze fra individui che hanno una base biologica. Liberi e diseguali, appunto

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  20. IO soggetto sono d'accordo con il Dentista (di cui non ho l'email) sul fatto che in Italiano non si cominci con il soggetto. In particolare i Politici.

    Vi do un esempio quale politico direbbe" io ho inventato il Bunga Bunga perchè alle 21 di sera nel profondo della Lombardia con la nebbia che tira ed alla mia età non avevo che fare.!

    Oppure " Io non sapevo dove portare qualcuno per stare tranquillo ed in pace dai giornalisti ed allora mi sono creato la disponibilità di avere uno garçomier a Moncarlò.

    Poichè anche io, da buon liberale, credo che tutti gli uomini abbiano e debbano avere uguali diritti ed uguali doveri per favore che il prossimo estate ce lo facciano passare tranquillo. E' un diritto per noi.
    Cordiali saluti.
    Giuseppe Bonanno

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  21. 1 cosa sola: l'invasione africana sta avvenendo ORA. In questo memento non c'è alcuna flessione demografica. Il saldo naturale è pressoché nullo mentre vi è un incremento della popolazione dovuto all'immigrazione.
    http://snipurl.com/27v93z [it_wikipedia_org]
    Quindi non c'è un nesso tra un previsto calo demografico (in futuro) e l'invasione maomettana che sta avvenendo ora e che avverrebbe indipendentemente.
    Il calo delle nascite potrà quindi essere un acceleratore del fenomeno di ma NON LA CAUSA.
    La causa è che gli africani hanno imparato che basta venire e nessuno li manda via quindi vengono (siamo ricchi e cogxxxni).

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  22. Il problema della mancanza di stabilità della popolazione Africana nei suoi confini territoriali, siano quelli del Maghreb, che quelli dell'Africa Sub-Sahriana , che di tutta l'Africa, è dovuta alla mancanza di una vera politica di cooperazione allo sviluppo da parte dei Paesi Europei e degli Usa negli ultimi 40 anni. La politica in questione non ha mai mirato a dare stabilità e crescita economica al continente Africa ed ora ne subiamo le conseguenze. Un pò tardi per criticare e male. Giuseppe Bonanno di L.

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