giovedì 11 novembre 2010

Risposta ai commenti

Ringrazio Gaetano Evangelista per questo commento che, come i precedenti, fornisce informazioni utili e spunti di riflessione. Il dentista di provincia aggiunge una riflessione importante e lo ringrazio.
Quanto a Francesco, temo che anch’egli sia preda dell’illusione della “diversità italiana” (non è detto che qualcosa che funziona altrove possa avere successo da noi perché siamo diversi) o americana (queste sono americanate, da noi non funzionerebbero mai). Mi spiace, ma non sono d’accordo.
E’ certamente vero che le differenze fra nazioni diverse esistono e sono molto rilevanti, ma è anche vero che tutte le persone, non importa di quale nazionalità, tendono a rispondere razionalmente alle circostanze.
Immagini Francesco che il sistema elettorale americano venga improvvisamente introdotto in Italia e, dopo pochi mesi, gli italiani siano chiamati a votare. Supponiamo che i partiti fingano che il sistema elettorale sia rimasto invariato e, quindi, si presentino separatamente, senza allearsi. Nel collegio dove Francesco è chiamato a votare ha di fronte Martino per il Pdl, Franceschini per il Pd, Bernardini per i radicali, Donadi per l’Idv e Granata per Fli. Se nessuno di questi è suo amico, se non ha fiducia in alcuno di essi o se le sue idee politiche differiscono da quelle di tutti i candidati, non andrà a votare. Se, invece, decide di farlo, sceglierà il candidato le cui idee siano più vicine alle sue e del quale si fida. Lo stesso accadrà in tutti i collegi.
Se i partiti vogliono vincere e hanno capito che il sistema elettorale è cambiato avranno interesse a scegliere per ogni collegio il candidato più adatto. Si avrà così un miglioramento delle candidature e la libertà di scelta degli elettori. Basterebbe questo a rendere il sistema elettorale all’americana migliore di molti altri e anni luce lontano dalla barbarie del nostro.
Non è affatto certo, ovviamente, che ipso facto si produrrà una chiara maggioranza parlamentare ma non si vede perché non dovrebbe accadere. Quanto, infine, alla possibilità che i partiti in Parlamento siano più di due mi riesce difficile crederlo. Accade spesso in Inghilterra ma non mi risulta sia mai accaduto in America.

Antonio Martino, 11 novembre 2010

4 commenti:

  1. Penso che per il momento già sarebbe sufficente introdure una qualche norma che eviti i ribaltoni.
    Di modo che se un governo dovesse perdere la maggioranza, si vada subito alle urne senza correre il rischio di subire governi sostenuti da chi le elezioni le ha perse, o non le ha mai affrontate.

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  2. Oggi il ribaltone è possibile perchè la costituzione lo consente, infatti non c'è l'elezione diretta del capo del governo o del capo dello stato.
    Non vorrei sbagliarmi, ma mi pare di ricordare che la riforma costituzionale 2005, oltre la diminuzione dei parlamentari e la fine del bicameralismo perfetto, prevedeva anche che non si potessero cambiare le maggioranze che sostengono un governo.
    Ma al referendum confermativo la gente non è andata a votare...

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  3. Anonimo: parole sante! Quel referendum non passato fu una vera occasione persa per il nostro paese! Stupisce poi che pochissimi lo ricordano.
    Mandì:I ribaltoni ci saranno sempre quando (come quello che sta accadendo ora) persone antepongono il proprio egoismo al bene del partito e/o governo a cui appartengono.

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  4. Buonasera Prof. Martino,
    nonostante sia parlamentare, amo chiamarla ancora Professore.
    Il mio non vuole essere un commento, ma piuttosto uno spunto di riflessione sulla crisi irlandese. Ieri sentivo per radio che Germania e Francia utilizzeranno gli eventuali aiuti per costringere il paese celtico ad alzare le tasse sulle società, come se la crisi fosse dovuta a questo e non a problemi bancari-finanziari. Vorrebbero in pratica approfittare della ghiotta occasione per eliminare quel minimo di concorrenza fiscale esistente in europa.
    Gradirei un suo commento.

    Grazie.
    Matteo Annovazzi

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